SINDROME FEMORO-ROTULEA (PFPS)

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COS’È?

Sai cosa si intende per Sindrome femoro-rotulea?

La sindrome femoro-rotulea (PFPS) è una causa comune di dolore anteriore al ginocchio negli adolescenti e negli adulti di età inferiore ai 60 anni; le donne sono coinvolte nel 55% dei casi. 

La PFPS non diagnosticata può portare ad avere delle limitazioni nell’attività fisica quotidiana e nella capacità di esecuzione degli esercizi, ma ad oggi non vi sono prove sufficienti che la PFPS contribuisca allo sviluppo dell’artrosi femoro-rotulea.

COME SI MANIFESTA?

Se soffri di PFPS potresti sentire dolore intorno o dietro alla rotula. Il dolore si aggrava con attività che ti portano a sviluppare un carico sulla rotula a ginocchio flesso come ad esempio salire le scale, saltare, accovacciarsi, correre. Può anche essere presente dolore o rigidità in seguito ad una seduta prolungata (con il ginocchio in flessione).

Solo tramite un’attenta valutazione dei sintomi e dei fattori che possono contribuire alla creazione di un quadro di sindrome femoro-rotulea sarà possibile agire in maniera efficace sul problema.

CAUSE

L’articolazione femoro-rotulea è stabilizzata da diverse strutture tra cui anche muscoli e legamenti. La rotula funge da leva all’interno dell’arto inferiore, diminuendo la quantità di forza richiesta dal quadricipite per estendere il ginocchio. Una revisione sistematica ha mostrato che la diminuzione della forza del quadricipite è associata ad un rischio significativamente più elevato di PFPS probabilmente per conseguente instabilità rotulea

Il “maltracking rotuleo” ovvero una traslazione laterale della rotula che aumenta con le posizioni portanti come lo squat, ricopre un ruolo importante nella PFPS.  Anche la possibile presenza di valgo dinamico (posizione del corpo in cui il il ginocchio collassa medialmente) è un meccanismo che si può associare a PFPS in quanto aumenta le forze laterali sulla rotula contribuendo al maltracking.

Tra le altre possibili cause vi può essere un contributo dato dalla rigidità della muscolatura posteriore della coscia e da altre condizioni che possono evolvere in instabilità rotulea come ad esempio le distorsioni del ginocchio.

Tutti questi fattori, se analizzati in modo corretto e contestualizzati sul singolo individuo, possono guidare all’impostazione di un adeguato programma fisioterapico e alla ripresa della normale funzionalità del tuo ginocchio.

ESAMI

In questo tipo di disturbo gli esami diagnostici possono darci la possibilità di escludere altre cause di dolore al ginocchio: sono consigliate se il tuo dolore non migliora dopo 4-8 settimane di misure conservative.

Una semplice radiografia del ginocchio può escludere l’artrosi in pazienti di età superiore a 50 anni o fratture rotulee in pazienti con una storia di trauma e patologie di altra natura a carico di questa articolazione.  Anomalie strutturali (come difetti minori della cartilagine rotulea, aumento del segnale nel cuscinetto adiposo Hoffa) possono essere visibili con risonanza magnetica e non sono associate alla PFPS.

L’esame dell’andatura e della postura del piede possono esserci utili per identificare le cause che contribuiscono alla tua PFPS: eccessiva lordosi lombare, altezza asimmetrica dell’anca o quadricipite atrofico. Inoltre l’osservazione delle tue calzature può farci capire se vi sono modelli di usura eccessivi sul lato mediale della scarpa che potrebbero suggerire un peso pronato o un’eversione del piede posteriore. 

FARMACI

Se soffri di PFPS il tuo trattamento nella prima fase dovrebbe concentrarsi sul sollievo dal dolore, durante la quale sono raccomandati riposo relativo, ghiaccio e analgesici (è preferibile un breve ciclo di FANS).

FISIOTERAPIA

Vi sono numerosi studi che analizzano il recupero attivo in questo tipo di problematiche che coinvolgono il ginocchio. Considerando i molteplici fattori che contribuiscono alla PFPS, la terapia deve essere individualizzata. Si devono evitare movimenti o attività esacerbanti sebbene sia importante rimanere attivi il più possibile. Una revisione Cochrane ha concluso che i pazienti che rimangono attivi hanno un miglioramento sul breve-lungo termine maggiore se confrontati con chi rimane inattivo. 

Nel tuo programma di recupero è importante concentrarsi su esercizi specifici per anca, tronco e ginocchio. Se svolgi gli esercizi in maniera continua potresti avere un miglioramento del dolore sul lungo termine e migliorare la funzionalità del tuo ginocchio.

Alcuni studi analizzano come la riabilitazione della muscolatura prossimale dell’anca combinata con il rinforzo del quadricipite riducano il dolore e migliorino la funzione nel breve termine con una moderata evidenza per i risultati a medio termine. Uno studio inoltre ha mostrato un effetto positivo degli esercizi di stabilizzazione del tronco che miravano a muscoli come il retto dell’addome.

ALTRE TERAPIE

Tra le terapie che in una prima fase possono essere di supporto alla risoluzione del tuo dolore vi è l’utilizzo di taping e la valutazione di un possibile plantare.

Il taping può aiutarti temporaneamente a migliorare maltracking rotuleo sopratutto negli atleti: in un singolo studio randomizzato di 90 pazienti il tape ha migliorato il dolore nel breve termine se associato ad esercizi e alla terapia attiva. Tuttavia una successiva revisione Cochrane ha rilevato che l’evidenza complessiva è insufficiente per raccomandare l’uso di routine del taping.

I plantari possono aiutarti a correggere il valgo dinamico secondario al piede pronato e all’eversione del piede posteriore sebbene non sia chiaro se riducano il dolore. La combinazione degli esercizi e i plantari è probabilmente più vantaggiosa di entrambi i trattamenti da soli. I tutori per ginocchio non hanno dimostrato benefici rispetto all’esercizio.

La mobilizzazione femoro-rotulea e le terapie elettrofisiche come gli ultrasuoni e la stimolazione elettrica transcutanea dei nervi non sono raccomandate. La chirurgia per questa patologia non è stata sufficientemente studiata per dimostrare risultati clinici migliori rispetto alle strategie conservative. Inoltre, il trattamento chirurgico deve essere eseguito solo dopo che le misure conservative hanno fallito e la successiva imaging chiarisce un’indicazione chirurgica.

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